Una vita come tante (Yanagihara H.)


Quando si approccia ad un’opera di questa portata non lo si fa mai senza (alte) aspettative. Personalmente avevo letto belle, bellissime recensioni, ed anch’io ho iniziato a leggere il libro avendone di grandi. Le tante, tantissime pagine, mi scorrevano tra le dita una dietro l’altra senza mai tradirmi, nonostante un’inizio in sordina. Ho atteso con calma che il dolore di Jude St. Francis, le sue incredibili sofferenze, e infine la sua vita, mi entrassero dentro come un ago. E mentre Jude si faceva largo, il mio cuore si apriva alla “bellezza” di Willem, alla dolcezza di Harold e Julia, alla incredibile bontà di Malcolm ed Andy, alla simpatia dei due Henry Young (Asian e Black) e per ultimo alla “sfacciataggine” di JB (Jean Baptiste). L’odio per fratello Luke e quello per molti altri protagonisti sconosciuti di questa storia mi ha fatto pensare a quanta cattiveria possa esistere negli esseri umani. Un libro considerato come icona nel mondo gay a me è sembrato soprattutto un libro importante sull’amore assoluto e da considerarsi assolutamente come un vero e proprio capolavoro della narrativa contemporanea. Una vita come tante, ricordatelo perché quando lo leggerete resterà con voi per sempre, portandosi appresso tutti i suoi protagonisti.

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