Gelo

L’avevo sempre saputo, che avrei potuto girare le spalle a tutto e semplicemente andarmene, senza mai pentirmene. Potevo lasciare anche lei, non sentivo la sua mancanza quando non c’era, non sentivo la mancanza di nessuno e non l’avevo mai sentita. Non sentivo mai la mancanza di mia madre, ne mai quella di mio fratello. Non mi mancavano mai gli amici. Non sentivo la mancanza della mia ex quando stavo con lei, e non sentivo adesso la mancanza di Tonje. Sapevo che avrei vagabondato per le strade scrivendo da qualche parte seduto in un appartamento, che sarei uscito a bere in compagnia di qualcuno senza sentire la mancanza di lei. Ci avrei pensato con trasporto ogni tanto, ma non sentendone la mancanza. Era un mio punto debole, una lacuna che avevo, un gelo al cuore. Se mi avvicinavo molto alle persone, percepivo quello che volevano e mi sottomettevo a questo. Se una di coloro che avevo amato avesse avvertito che io ero troppo lontano da lei, avrei percepito quella sensazione cercando di assecondarla. Non per me, ma loro. Se dicevo qualcosa che per un mio amico sembrava stupida, mi vergognavo e cercavo di correggerla, la loro valutazione su di me era l’unica cosa che contava veramente. Non potevo essere assente e difendere quella mia scelta? Non potevo dire cose stupide e difendere quella mia scelta? No, non lì, non davanti a loro. Ma quando ero solo, nessuno aveva più importanza. Quel gelo nel cuore era terribile, a volte pensavo di non essere umano, di essere una specie di Dracula che si nutriva dei sentimenti altrui, ma che personalmente non ne aveva nessuno. I miei innamoramenti, che altro erano se non specchi? Di che cosa trattavano se non dei mie sentimenti? Ma quello che provavo in quei momenti lo sentivo vero, e dal momento che un sentimento autentico era per me molto più prezioso di qualsiasi altra cosa, dovevo investire tutto su di esso.

Tratto da “La pioggia deve cadere” di Karl Ove Knausgard. 

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7 Replies to “Gelo”

  1. La capacità d’autoanalisi che traspare da queste parole, non può che accompagnarsi ad un sentimento profondo. Là dove si è in grado di accorgersi del proprio gelo interiore, termina l’egocentrismo.

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