Things to read #2

img_9040

Sono in vacanza in Salento, uno dei posti che adoro maggiormente fin già dal l’adolescenza, quando ci venivo insieme a mia madre e mio fratello. Ho portato con me uno dei miei autori preferiti: Karl Ove Knausgard, che, con “La pioggia deve cadere” è ormai arrivato al penultimo atto della sua “Battaglia”. L’ho amato subito Karl Ove, che fin dalle prime righe del libro numero uno (La morte del padre) dell’incredibile cavalcata che è la sua vita, è riuscito a rapire ogni mio neurone e portarlo dentro il freddo ambiente norvegese dove, ovviamente, si snoda tutta la sua “storia”. In questo quinto libro narra le vicende del periodo di Bergen, quando a diciannove anni iniziò la frequentazione dell’Accademia della scrittura. Lo stile asciutto ma dettagliatissimo in ogni particolare rende qualsiasi frase di Karl Ove interessante e quindi mai banale. Mi immergo completamente nelle sue vicende, talvolta tristi, spesso “fredde” e sferzanti al punto giusto (almeno per me che divoro ogni riga cosi avidamente da rendermi conto che è ora di pranzo quando questa è già passata da un pezzo) da farci praticamente l’abitudine. Lo dico senza paura di smentite: Knausgard è un grande scrittore. Ogni cosa che racconta riporta all’importanza dell’assoluto, scrivere, come del resto sostiene lui stesso, è una questione di vita o di morte. Leggerlo, aggiungo io, rende pago il lettore del tempo che gli dedica nel cercare di comprendere ciò che deve essere stata la sua (complicata) vita, almeno fino ad ora. Tra un bagno nelle acque spettacolari del mio Salento e uno spaghetto con tutti i frutti di mare possibili preparato ad arte dai ristoratori del posto, passo molte delle ore restanti della giornata a leggere le disavventure di questo Marcel Proust moderno. E lo faccio, oggettivamente, senza minimamente stancarmi e mentre le (molte) pagine si susseguono rapidamente una ad una, capisco che tra poco, nonostante la sua lunghezza, questo libro finirà, lasciandomi orfano almeno fino a quando uscirà l’ultimo capitolo della sua “Battaglia”. Il mio consiglio per voi non è solo quello di leggerlo, ma di provare a compenetrarvi dentro questi libri rari ed assai particolari per cercare di capire un mondo lontano, troppo spesso associato solamente al genere thriller. Fatelo e non ve ne pentirete!

Durante l’ultimo periodo mi sono dedicato a finire i diversi libri che avevo iniziato durante l’anno. Poi, come sempre, ne ho comprati degli altri (tra i quali proprio l’ultimo Knausgard) che leggerò quando ne avrò l’ispirazione. Difficilmente leggo un libro che ho appena acquistato (Knausgard e Manzini sono le poche eccezioni a questa che per il sottoscritto è quasi una regola), al contrario, mi piace lasciarli in qualche modo a “riposare” prima di agguantarli e divorarli con una certa avidità. A tal proposito quindi mi sono letto la prima indagine dell’ispettore Morse, un libricino della Sellerio che avevo comprato almeno un paio di anni prima, trovandolo sfizioso e “british” al punto da non rimpiangerne minimamente l’acquisto (cosa che spesso mi capita col genere poliziesco-thriller…). Questo libro me lo ero praticamente dimenticato, così che non appena ho posato distrattamente gli occhi sullo scaffale dei libri da leggere e l’ho visto mi è venuta subito voglia di iniziare a leggerlo; cosa che ho puntualmente fatto quello stesso giorno, evitando di procrastinare oltre. Scelta azzeccata! Colin Dexter scrive divinamente il poliziesco retrò di una Inghilterra sconosciuta e la prima indagine dell’ispettore Morse mi ha regalato delle simpatiche ore di lettura che raccomando anche a voi. L’ultima corsa per Woodstock di Colin Dexter però non è stato l’unico perché durante lo stesso periodo ho letto anche un Saramago (Cecità) comprato un paio d’anni fa e il thriller “Dopo” scritto da Koethi Zan (che avevo acquistato almeno da 4 anni…). Al contrario di Dexter però questi ultimi due libri, pur essendo buone letture, non mi hanno entusiasmato più di tanto; probabilmente non ero in grande forma durante le letture.

Tra i libri “aperti” avevo un classico, “Anna Karenina” di Tolstoj, nella splendida edizione Supercoralli di Einaudi; “Buonanotte signor Lenin” di Terzani, all’interno della raccolta Meridiani dedicata al grande giornalista scomparso anni fa e “Ardenne: l’ultima battaglia di Hitler” di A. Beevor. Terminati tutti e tre ho avvertito un grande senso di “leggerezza”, anche perché erano davvero troppi i volumi che avevo in sospeso. Me ne resta ormai uno soltanto: quel “Senza perdere la tenerezza” di Paco Ignacio Taibo II che sto centellinando nel vero senso della parola, del resto il “Che” merita più di ogni altro una lettura lenta e profonda. Come ripeto spesso io amo leggere un libro che definisco principale (al momento proprio l’ultimo di Knausgard) e almeno un altro di “sponda”, al quale dedico meno tempo solo perché spesso è una lettura “diversa” (saggi, classici, biografie eccetera). Ogni tanto vi aggiungo un terzo libro o addirittura un quarto (a volte anche qualche rilettura) leggendo come se non ci fosse un domani! Ma forse questa è una “cattiva” abitudine e non mi sento di consigliarvela assolutamente. Leggere un paio di libri contemporaneamente è forse bene, ma esagerare come ogni tanto capita a me è probabilmente un errore. Ma perdonabile no? …

*

Libri Acquistati: Karl Ove Knausgard (La pioggia deve cadere), Marina Abramovic (Attraversare i muri), Joel Dicker (Gli ultimi giorni dei nostri padri), Kent Haruf (La trilogia della pianura – 3 libri)

Libri scaricati: Nessuno.

Libri letti: Colin Dexter (L’ultima corsa per Woodstock), Koethi Zan (Dopo), Jose Saramago (Cecità), Lev Toltoj (Anna Karenina), Tiziano Terzani (Buonanotte signor Lenin), Antony Beevor (Ardenne: l’ultima battaglia di Hitler), Osho (Cosa è la meditazione), Kent Haruf (Benedizione), Donatella Di Pierantonio (L’arminuta), Paolo Cognetti (Le otto montagne), Ian Mc Ewan (Nel guscio).

Libro in lettura al momento: Karl Ove Knausgard (La pioggia deve cadere).

Libri in lettura nei ritagli: Paco Ignacio Taibo II (Senza perdere la tenerezza).

Annunci

7 Replies to “Things to read #2”

  1. Karl Ove non lo conosco ma andrò a cercare i suoi libri, mi hai incuriosita! Ho un debole per gli scrittori del nord!
    Anna Karenina ce l’ho ma devo ancora iniziarlo, come te leggo diversi libri contemporaneamente poi a volte ho bisogno di finirli tutti. Ora ho due libri (di quelli secondari) e sto cercando qualcosa da leggere ma non mi so decidere.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...