“Profondità”

“Mi sentivo solo. Profondamente solo.
E quando ti abitui a restare sempre solo con te stesso; con te stesso e nessun altro, inizi a scavare dentro di te…sempre più a fondo, finché…non sai più chi sei.
E’ una contraddizione beffarda. Ed è come se il tuo stesso essere cominciasse a sgretolarsi fino a…svanire del tutto.
Questo non per dire che tu…diventi più umile o…assuma un punto di vista…più ampio sulle cose. Ma in senso letterale. Non hai più la percezione di te stesso.
E ho seri dubbi che se uno non ci è passato possa avere anche una vaga idea…di quanto sia devastante. E’ come se l’unico esile filo…che tiene tutto insieme e ti dà il senso di ciò che sei…si spezzasse.
E a quel punto…vai in frantumi.
Penso…dunque sono.
Penso troppo, dunque non sono.
Non sono, dunque non sono nulla.
Non sono nulla, dunque sono morto.
E se sono morto, com’è possibile che io mi senta ancora così solo?”

Daniel Holden (Rectify 4.1) –

 

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