Estratto

Roma, anni ‘70.

…..Da bambini io e mio fratello adoravamo il mare. La montagna non esisteva proprio, nel senso che non sapevamo nemmeno cosa fosse. Mia madre non aveva una lira, e quel poco (che era tantissimo) che poteva spendere lo spendeva per ciò che reputava giusto sia per me che per lui.
Ostia era a due passi da Roma e per noi la vacanza era quella lì.
Quel mare, il mare di Ostia, sporco anche allora, con quell’acqua verde oliva, che diventava marrone quando questo si agitava, e poi “schiumosa” come ciò che avevo dentro di me già all’epoca; quel mare così denso di significati.
Non andavamo mai nello stesso stabilimento per due e tre domeniche di fila. Ci piaceva cambiare, almeno fino a quando io non “imposi” a mia madre l’Oasi: uno degli ultimi del litorale sud prima dell’interminabile distesa dei “cancelli”.
Frequentavo l’ultimo anno delle elementari ed ero “innamorato” di una certa Roberta, una ragazzina come me che avevo scoperto andare al mare proprio lì all’Oasi. Quindi con una tattica “diabolica” avevo convinto mamma a provare quel posto, ovviamente senza confessarne apertamente il motivo.
Mi piaceva pensare che “lei”, Roberta, la biondina carina del primo banco a destra, si potesse innamorare di me quell’estate stessa, scegliendo poi chissà anche la mia stessa scuola per l’anno successivo (che sarebbe stato quello della prima media). E allora avevo montato tutta la questione con mia madre, per convincerla che quel posto sarebbe stato perfetto per noi.
Roberta o meglio i suoi genitori, prendevano sempre la cabina, erano abbonati credo, e se la memoria non mi tradisce, questa, era la numero 8; una delle prima a destra venendo su dal mare verso la spiaggia.
Oggi io non so nemmeno se le prendono più le cabine le persone che vanno al mare la domenica. La gente forse non ama più quei piccoli piaceri come farsi la doccia calda col bagnoschiuma. Ed anche se poi “noi” poveracci la doccia la facevamo “gelata”, dentro ai bagni dello stabilimento, questo non significa che non potevamo “amare” quelli che erano appunto i piccoli piaceri della vita di quegli anni lì. Per colazione si mangiava la pizza coi fichi. A pranzo poi i pomodori col riso e il cocomero (immerso nella sabbia, sulla riva) come frutta. Poi, c’era il gelato al pomeriggio per dessert, e le canzoni del Jukebox del bar.
Roberta: non mi ti sei filata mai! Ma quant’eri bella amore mio.
Avrei dato non so cosa per darti un bacio, uno piccolo, come i bambini che eravamo.
Ma Ostia non è stato solo questo per me…..

da “La mia battaglia” di Massi Jax Novato.

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