Watching & Reading (…and also Listening) [June 2015]

Ci siamo lasciati qualche tempo fa che scrivevo una rubrica mensile scimmiottando l’originale (Stuff I’ve been reading pubblicato su Internazionale) di Nick Hornby (il mio autore preferito, e questo lo sapevate già).

nick-hornby

Ora quindi vi chiederete che me sto ‘nventà..ma allora non me (ri)conoscete?..

Tre parole, tre passioni, questa è l’unica certezza!

“Watching” :

Notoriamente una delle mie specialità è il “multiwatching”, nel senso che seguo molte serie televisive contemporaneamente. Poi amo il cinema: ci vado almeno tre volte al mese oltre che possedere una discreta collezione di film a casa. E quindi vediamo…

Youth

youth

Sorrentino è un ottimo regista, avevo visto (ed apprezzato) “Le conseguenze dell’amore”, “This must be the place” e “La grande bellezza”. Quest’ultimo poi aveva successivamente vinto l’oscar ad Hollywood. Quindi qualche giorno fa è uscito questo nuovo, “Youth”, appunto. Prima di vederlo ho letto molte recensioni, parecchi commenti contrastanti, non tutti positivi, anzi…al contrario, molte erano critiche. L’errore per me è paragonarlo a “La grande bellezza”, due film completamente differenti secondo me. Youth è “compiuto”, molto poco “felliniano” (anche se poi secondo me Fellini è unico), gradevole, nel senso più bello del termine e con una colonna sonora fantastica. La storia (ambientata in una meravisliosa SPA in Svizzera) narra di due amici di vecchia data (un musicista, M. Caine, ed un regista, H. Keitel) che (ri)cercano il senso della giovinezza. Lo fanno attraverso le parole, i sogni ad occhi aperti, i gesti, i confronti, le battute, le risate, i pianti, le bugie e le verità. Attraverso una sceneggiatura perfetta, Sorrentino regala allo spettatore un affresco meraviglioso ed elegante dove anche il piccolo grande “cameo” di Jane Fonda e le scene dove un bravissimo sosia impersona Diego Armando Maradona; risultano di una bellezza spumeggiante. Finalmente un film di Sorrentino dove c’è “poco” da capire…”poco” da interpretare…e, soprattutto, “nulla” da buttare via. Una Rachel Weisz dolcissima in quasi tutte le scene è solo la pietra più preziosa di una corona assolutamente scintillante. Il mio consiglio è quello non solo di guardarlo, ma di farlo con occhi attenti, puliti, intelligenti e scevri da stupidi condizionamenti: non ve ne pentirete. La mia citazione preferita:“Tu hai detto che le emozioni sono sopravvalutate, ma è una vera stronzata, le emozioni sono tutto quello che abbiamo.”

Il Teaser : https://www.youtube.com/watch?v=r9Q43XozHoE

Il Trailer : https://www.youtube.com/watch?v=mHnQNyI2ino

Del resto del mio “watching” cinematografico, segnalo tra le altre, due pellicole viste recentemente: “Mia madre” di Nanni Moretti (ottimo) e “Il racconto dei racconti” di Garrone (insufficiente); questo per completare un po’ questa sorta di trilogia italiana dove c’è chi “spicca” per la sua “internazionalità” (Sorrentino), chi per la sua “indiscutibile” bravura (Moretti) e chi per la (sola) “fotografia” (Garrone).

House of cards (stagione uno in corso…)

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Mi avvicino a questa serie appena viene trasmessa in Italia: delusione totale. Poi dopo qualche tempo, tra gli scaffali di Feltrinelli, mi cade l’occhio sul cofanetto della prima stagione (in Tv è in programmazione la terza…) in offerta (imperdibile) e decido di dargli una seconda chance…: spettacolare! Innanzitutto lui: Kevin Spacey, un Dio! Interpreta il personaggio di un deputato, Francis “Frank” Underwood, al quale viene promessa (non mantenuta) la carica di segretario di stato dopo le elezioni vinte dal presidente al quale lui ha curato la campagna elettorale. Non appena scopre che la promessa, appunto, non viene mantenuta, Frank inizia la “vendetta” contro tutta Washington, attaccando con sotterfugi e strategie politiche al limite. E con la collaborazione della moglie Claire (una bellissima e bravissima Robin Wright) e della giornalista Zoe Barnes (Kate Mara) sembra proprio riuscirvi in pieno. “House of cards” è tratta dal romanzo di M. Dobbs ed è qualcosa di veramente “grandioso”. Personalmente penso di terminare a breve la visione di questa prima (intensissima) stagione e di dedicarmi rapidamente alla seconda ed alla terza, dal momento che è alle porte addirittura una quarta (la serie TV in questione sta avendo un grandissimo successo ed è la preferita nientepopòdimenoche di Barak Obama! Guardatevela e fidatevi del sottoscritto!…

La sigla iniziale di Jeff Beal : https://www.youtube.com/watch?v=IOSqyGal6zA

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“Reading” :

Questa parte dedicata ai libri è quanto di più simile allo “Stuff I’ve been reading” di cui scrivevo qualche tempo fa: per questo motivo non voglio cambiarne la struttura più di tanto…

Libri comprati: svariati… Libri letti: svariati…

Funny Girl (Nick Hornby)

funny

Come non battezzare una nuova rubrica del mio blog senza di lui? “Casualmente” ho acquistato l’ultimo libro di Nick… L’ho letto (a pensarci bene nemmeno troppo avidamente) di notte, complice un periodo d’insonnia dovuto all’allergia ai pollini che ho contratto in “tarda età”; e l’ho trovato semplicemente “delizioso”.

Iniziamo col dire onestamente che i libri di Nick fanno ridere! Ma ridere ridere proprio, perchè non tutti i libri che fanno ridere in realtà fanno ridere, non trovate? Bene, i suoi si, e se ve lo dico io “non” dovete fidarvi, perchè vado pazzo per l’umorismo di Nick e del modo in cui scrive cose che fanno ridere!… Ora prendiamo “Funny girl”, apriamolo e immergiamoci nell’Inghilterra degli anni sessanta: la comedy playhouse, la BBC, i Beatles e gli Yearbirds. Il tutto condito con il tipico umorismo british style, tanto caro al “nostro” eroe (il mio di sicuro). Ecco, vedete che vi attira?…Lo sapevo!

Barbara è una ragazza di Blackpool, giovane e bella, vince il concorso di bellezza e rinuncia al titolo per cercare fortuna a Londra, più specificatamente in Tv. Vuole far ridere la gente…e ci riuscirà, complici la sua incredibile esuberanza (nei modi e nelle forme…) e due autori (Tony e Bill) a corto di idee, ai quali fornisce l’idea “vincente” per la serie TV “Barbara (e Jim)”, destinata ad ottenere un successo clamoroso. Tra battute sferzanti, dialoghi feroci e personaggi “snob”, Hornby riesce nella straordinaria impresa di raccontare nel miglior modo possibile, il modello inglese di quel periodo.

Una delle cose più carine è proprio la copertina, dove in un semplice schizzo viene rappresentato un po’ tutta la “Swinging London” di quel tempo.

Compratelo, leggetelo, assaporatelo, godetevelo. Vi piacerà, del resto è un autentico “Hornby”.

Tra le mie ultime (direi anche abbastanza compulsive…) letture, vorrei segnalare anche una “chicca”: si tratta de “La tentazione di essere felici”, un libro prezioso, una piacevole scoperta, dove l’autore, Lorenzo Marone, ci regala un affresco dolce e al tempo stesso sincero, della “felicità”; o meglio della tentazione di raggiungerla (semmai poi sia possibile). Vorrei anche spendere qualcosa per la Yourcenar ed il suo “Memorie di Adriano”: libro-saggio “pieno” di spunti a 360°, scritto divinamente, scorrevole (per essere un saggio sulla vita di un imperatore) e, soprattutto, molto attuale. Di “Sei la mia vita” di Ferzan Ozpetek, ne scrivo più dettagliatamente nel post della recensione, come per Erri De Luca ed il suo “Non ora, non qui” (uno scrittore forse “difficile” da ingurgidare all’inizio, ma bravissimo). Per il resto, poca roba in fondo al barile…

“Listening” :

Ascolto musica (principalmente rock) da molti anni ormai… In questo spazio (troppo piccolo forse) mi piacerebbe raccontarvi qualcosa riguardo le emozioni che può regalare un (attento) ascolto musicale: vuoi che sia un “pezzo” unico, vuoi che sia un intero album piuttosto che magari una colonna sonora. In questo che è il primo articolo della serie “Watching & Reading (…and also Listening)”, voglio soffermarmi su di un “duo” davvero particolare: “2 Cellos”, ovvero due violoncellisti sloveno-croati, i loro nomi sono Luka Sulic e Stjepan Hauser. La loro particolarità è l’arrangiamento di brani moderni utilizzando soltanto il violoncello. Nell’anno 2011 riescono a farsi notare pubblicando su youtube l’arrangiamento di “Smooth criminal” a cui fa seguito quello di “Welcome to the jungle”; risultato: grandissimo successo. Suoni puliti, coinvolgenti, passionali, a tratti “nevrastenici” al pari dei “movimenti” delle loro teste. Impossibile non notarli… tant’è che la Sony music offre loro la possibilità di pubblicare ben 3 album: 2cellos, In2ition, e Celloverse.

Lo scorso inverno, un caro amico mi regala un biglietto per la loro esibizione “romana” all’Atlantico. Per me erano letteralmente sconosciuti! Quindi vado al concerto senza aver mai ascoltato nulla dei 2Cellos. Non appena iniziano a suonare mi rendo conto del grande fascino del suono “classico” applicato ai brani moderni. Questi si susseguono senza sosta. Rumori “lancinanti” e spettacolari “nutrono” letteralmente mie orecchie, regalandomi attimi di grande intensità. Il concerto scorre veloce, come le emozioni che regalano Luka e Stjepan vibrando le corde dei loro violoncelli. Personalmente esco davvero “arricchito” da questa grande scoperta musicale.

2cellos-sl

 

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