Sottomissione (Michel Houellebecq)

sottomissione

Iniziamo col dire che l’idea di Houellebecq è buona. Il romanzo è costruito in un prossimo futuro dove gli accadimenti (indesiderabili) appaiono come inevitabili oltre che verosimili. L’autore narra di una Francia dove in un momento abbastanza confusionario, il partito islamico di Ben Abbes riesce dapprima ad andare al ballottaggio con il fronte nazionale di Le Pen, per poi vincere e consegnare di fatto il paese ai mussulmani. Fin qui nulla da eccepire; Houelle è quasi perfetto. Il problema sorge nella logica di come vengono descritti: il protagonista (un professore universitario), il sistema universitario francese (dove sembrano mancare esami, studenti e professori) e le donne (non esistono, a parte la breve apparizione di una certa Miryam). In buona sostanza penso che da un romanzo distopico e di fantapolitica come questo, pluripubblicizzato, scritto da un grande autore come Houellebecq, ci si aspetti onestamente molto di più. Bocciato!

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