Stuff I’ve been reading (8-2013)

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Riflessioni fatte al mare, in una torrida giornata di questo mese di Agosto un po’ particolare per il sottoscritto: la maggior parte dei libri che ho letto, li ho letti sulla tazza del gabinetto! Mi rendo conto che può sembrare un pensiero di “merda” e forse in fondo lo è, ma tant’è, e soprattutto e’ la verità!
Ora non e’ che io non abbia letto sui treni, i bus, al mare o seduto in poltrona (c’è anche qualche divano nel mio curriculum, lo ammetto); ma il cesso, anzi i cessi direi (perché ho l’abitudine di andarci un po’ dappertutto, ed in maniera naturale aggiungo) l’hanno fatta da padrone, almeno fino adesso…
E’ difficile da spiegare cosa accade quando mi siedo ed apro il libro, e’ come una sorta di spinta interiore che do’ all’intestino, come se gli dicessi : oh…vai, e fai il tuo “sporco” lavoro mentre io me ne sto seduto tranquillo a leggere! È un lasciapassare, un “dai-e-vai” alla cacca!
Direi che i miei autori preferiti si sono fatti largo in un mare di merda ecco…
Non solo, potrei, anzi dovrei, dirvi che non sono proprio il tipo da portare al vostro circolo di lettura (nel caso ne aveste uno), ma so che voi non ci pensate nemmeno.
Veniamo a noi.
Ho comprato, nonché letto come primo libro in questo mese, “E l’eco rispose” di Hosseini, autore che apprezzo molto e di cui avevo letto con passione sia il best seller ” Il cacciatore di aquiloni” che “Mille splendidi soli”, trovandoli entrambi significativi. Dirò immediatamente che questo libro mi ha deluso un po’, dal momento che ritengo Hosseini bravo, anzi molto bravo, e trovarmi impantanato in una storia fatta di storie solo apparentemente legate tra loro, non mi ha fatto sentire a mio agio nella lettura. Non trovavo il bandolo della matassa per intenderci, e se anche questo libro e’ stato portato al bagno con lo stesso amore degli altri, non è riuscito nell’impresa di emozionarmi come i precedenti.
Hosseini e’ in grado di fare meglio, molto meglio.
Il secondo libro che ho comprato e che ho letto immediatamente dopo Hosseini, e’ stato “Ogni giorno, ogni ora”, un esordio a 5 stelle di Dragnic, scrittrice della ex-Jugoslavia (mi piace da matti il nome di quella ex-nazione che non riesco mai, nonostante gli intenti, a rinunciarvi in termini di pronunciarlo ogni qual volta posso….). Storia di un amore eterno tra due bambini, poi ragazzi e successivamente adulti, che viene vissuto in mezzo all’impossibilita’ di renderlo ufficiale, se non a se stessi. Si legge in due giorni al massimo, la scrittura e’ forte, cruda, graffiante. È un piccolissimo diamante che si spolvera soltanto alla fine, dal momento che mentre lo leggi può sembrare surreale o, addirittura, fuori da ogni logica, dimenticando che la PUAFC (propensione umana a fare cazzate) regna in ognuno di noi. Lo consiglio vivamente!
Tra un libro e l’altro, mi sono ritrovato spesso a riflettere su qualcosa di molto semplice. Qualcosa che riguarda la mia vita, come anche quella di un qualsiasi altro essere umano.
Mentre pensavo ad un certo punto mi son detto: una via d’uscita c’è, ci vuole solo coraggio, e rabbia forse. Sembravo Springsteen prima di un concerto piuttosto che Strayed o Alex Supertramp prima di intraprendere le rispettive avventure di vita. Cazzo forse era il primo vero passo. La prima impronta che mi lasciavo dietro senza rimpianto.
Sono tornato al cesso diverse altre volte ovviamente, e le mie letture sono sopravvissute senza impuzzonirsi più di tanto…
Ho letto un paio di nuove indagini del commissario più amato d’Italia, quel Salvo Montalbano che un po’ mi rassomiglia…nelle incertezze e nelle paure soprattutto. “La pazienza del ragno” e “La luna di carta” li ho messi in cascina in un attimo, deliziandomi il palato fine attraverso la meravigliosa scrittura di Camilleri. Maestro.
Poi un po’ a corto di idee e voglia ho navigato un po’ in IBooks, sul mio smartphone, ed ho trovato una “perla”: Stoner. Scaricato l’estratto gratuito, e’ stato un attimo comprarlo “debitamente”. Lo sto leggendo in queste ore, ed è così semplice questa storia di quest’uomo che agli inizi del secolo scorso si sacrifica per diventare un insegnante di letteratura alla Columbia university, che più lo leggo e più mi tornano in mente la parole: coraggio, determinazione, rabbia.
Sarà che adoro il Boss?….

Massimiliano Intothewild Novato.

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