Stuff I’ve been reading (4-2013)

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Libri acquistati: “Il Grillo canta sempre al tramonto” (B.Grillo, D. Fo, G. Casaleggio), “A sud del confine, ad ovest del sole” (Murakami), Auschwitz è di tutti (M. Ascoli).

Libri scaricati (indebitamente…): Alta fedeltà (N. Hornby).

Libri letti: “Il Grillo canta sempre al tramonto” (B.Grillo, D. Fo, G. Casaleggio), Wild (C. Strayed), Auschwitz è di tutti (M. Ascoli).

Riletture in corso: “Caos calmo” (S. Veronesi), L’ombra del vento (C.R.Zafon).

Letture in corso (incancrenite…): “Steve Jobs” (W. Isaacson)…difficile andare avanti più di una decina di pagine alla volta…”Una specie di solitudine.I diari” (J. Cheever)…una lettura molto importante, ma molto difficile, che non voglio assolutamente abbandonare…”Buonanotte signor Lenin” (T. Terzani all’interno del volume 1 “Opere”)…scritto piccolissimo per i miei (ormai) stanchi occhi…”Brera-Gli articoli di Repubblica” (Opera prima da edicola)…vado piano, ne leggo uno ogni tanto..e il “Romanzo del grande Torino” (F. Ossola – R. Tavella)..bellissimo..da gustare con estrema calma, e poi ancora “It” di King….lungo, lunghissimo…e “Sulla strada” (Kerouac), capolavoro da centellinare con cautela.

Propositi: Una volta terminate le due (ri) letture, ne inizierò un’altra, e sarà “Alta fedeltà” (N. Hornby), poi probabilmente una seconda, sempre di Hornby, “Febbre a 90°” di cui recentemente ho rivisto il film. Sicuramente inizierò a leggere Murakami, anche se “A sud del confine, ad ovest del sole” non è una novità, e poi un Montalbano. Come acquisti mi ripropongo di comprare “Grace lo dice forte” (E. Henderson) e poi chissà…vedremo…

Ma torniamo a noi. Mentre leggevo le 112 pagine di “Auschwitz è di tutti” ho pensato alla paura. Si, alla paura vera, che non può esser quella di cambiare vita, o quella di scegliere, o meglio ancora quella di vivere liberamente ciò che si vuole, e nemmeno quella di morire! La paura vera è quella di vivere, respirare, vedere, toccare, e non “esistere”. La paura vera è essere un numero e basta, senza rispetto alcuno. La vera paura è quella di non essere nulla. Ho meditato sulla libertà, sul concetto di essere liberi, l’unica cosa che conta per davvero. Ho pensato seriamente a cosa significa (non) vivere. Abbiamo tutto e non abbiamo nulla. Vogliamo tutto e ancora, ancora, ancora. Cose che servono solamente per sopravvivere in un mondo che fagocita tutto in poco tempo, troppo poco tempo. Sembra retorica (e forse in fondo lo è anche) ed è banale, questo io lo so, ma riflettere per davvero a quanto serva tutto quanto ciò di cui ci circondiamo potrebbe almeno permetterci di rinunciare a qualcosa per poter vivere più realisticamente la nostra vita. Quando una sirena suona e ti porta via la dignità oltre che gli affetti e tutto ciò che hai costruito non può che essere devastante. Quando qualcuno senza diritto alcuno ti “uccide” l’anima prima di ucciderti il corpo, e ti nega il diritto del libero arbitrio e della libertà assoluta, capisci cosa è la vita e la fortuna che hai nel poterla vivere oggi, anche in questo mondo malato di protagonismo. Leggere le pagine dell’umanità dimenticata ti colpisce come un diretto al volto, svegliandoti da un torpore assurdo, da una sorta di droga che ahimè domani, o al massimo dopodomani, potrebbe risultare fatale.

“Wild”. Libro bellissimo. Per uno come me che ha amato tantissimo “Nelle terre selvagge” (Into the Wild), questo della Strayed è un libro fondamentale. Il percorso di Cheryl è talmente importante e vero che il lettore non può non esserne coinvolto fino alla fine. La completa rivisitazione della propria esistenza è così difficile che molto spesso si tende ad evitarla, soprattutto quando paradossalmente è necessaria. “Wild” è veramente una storia di avventura e rinascita, dove leggendola ognuno di noi, nel bene e nel male, può identificarsi con Cheryl Strayed. La profondità dell’avventura, il restare da soli in mezzo al “deserto” della solitudine vera può e deve necessariamente dare le risposte che cerca chi la affronta veramente. Percorrere più di 3000 km a piedi senza allenamento con tratti di centinaia senza un centesimo in tasca può cambiarti dentro, farti capire cosa è importante in questa vita. Con ogni probabilità è un percorso che non tutti necessariamente debbono affrontare, ma chi ne ha bisogno DEVE farlo, assolutamente, perchè solo restando “soli” si possono capire a fondo alcune cose, come una morte prematura di qualcuno che si ama, o una giovinezza disordinata e difficile oppure il naufragio di un rapporto sentimentale importante. Ho affrontato questa lettura in un momento molto difficile per me, certezze che vacillano, qualcosa che traballa senza che tu possa controllarla nonostante tu possa volerlo fortemente. Una lettura importante e definitva almeno per scegliere di fare un percorso a piedi che con ogni probabilità mi porterà nella seconda metà di Giugno ad intraprendere la strada per Santiago de Compostela. “Wild” è uno di quei libri supremi.

“Il Grillo canta sempre al tramonto” è un dialogo a tre voci sull’Italia che non c’è più…un paese devastato dalla non-politica degli ultimi 20 anni di Berlusconismo…un libro che più o meno estrapola le idee del Movimento 5 stelle e le racconta al pubblico attraverso le voci dei fondatori (Casaleggio e Grillo) e di un grande come Dario Fo. E’ una lettura piuttosto leggera, poco complicata nonostante l’argomento. Tutto scorre velocemente e se il lettore vuole farsi un’idea sul nuovo che avanza, o comunque almeno sul nuovo da considerare come realtà assolutà, può ( e forse dovrebbe) farlo. E’ un saggio che consiglio a chi ha votato M5S, e a chi non sa nemmeno cos’è. Un libro che definirei di “cultura”.

Le riletture di “Caos calmo” e de “L’ombra del vento” mi hanno riportato indietro nel tempo. Ho riassaporato quel sapore familiare che solo un buon libro (che hai già letto) sa regalare (almeno al sottoscritto). E’ inutile dirvi che consiglio la lettura di questi due romanzi (diversissimi tra loro) come la rilettura ovviamente, senza che questi possano portarvi via molto più tempo del necessario. Sono scorrevoli, densi, profondi, ottimi sotto tutti i punti di vista. (Ri)Leggeteli.

Siamo alla fine…la rubrica questo mese l’ho scritta con un velo di tristezza (probabilmente palpabile), dovuta ad un periodo molto difficile della mia vita, ma fortunatamente c’è il libero arbitrio per tutti noi e non siamo ad Auschwitz.

A presto, Massimiliano Intothewild Novato.

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3 Replies to “Stuff I’ve been reading (4-2013)”

  1. Di Murakami ho letto nell’ ordine:

    A sud del confine, a ovest del sole
    Dance dance dance
    La ragazza dello Sputnik
    L’ uccello che girava le viti del mondo

    Sono state tutte e 4 delle bellissime esperienze, dei veri e propri viaggi all’ interno di un libro unico, di un mondo sconosciuto, di una mente geniale.
    E, come sempre succede alla fine di un bel viaggio, si é soddisfatti di come é andato, ma si é anche tristi, perché avremmo voluto prolungarlo per sempre.
    Con questo post spero di darti degli spunti per le tue prossime letture:
    http://wwayne.wordpress.com/2013/04/27/la-fine-di-un-era/

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    1. Murakami e’ uno dei miei autori preferiti, ho letto molti dei suoi libri, recensiti all’interno del blog. Grazie del pensiero, a presto 🙂

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