Stuff I’ve been reading (2-2013)

stuff

In questo caldo inverno italiano (mentre scrivo a Roma ci sono punte di 15-16° durante il giorno), le mie letture si sono concentrate in una serie di libri abbastanza particolari, questo non perchè lo siano per davvero (del resto chi siamo noi per decidere se un libro sia più o meno particolare, se non per noi stessi che lo definiamo tale…) ma per tutta una serie di motivi che li hanno resi “particolari” per me!

Iniziamo col dire che tra gli acquisti effettuati in libreria, dopo un’attenta riflessione, ho deciso (ahimè) di comprare il libro che ha ispirato il kolossal del fratelli Wachowski: quel Cloud Atlas (rigorosamente nel formato “movie edition”…) che mi ha decisamente deluso. David Mitchell ci dice che tutto è connesso (ma questo noi lo sapevamo già…) ma il romanzo così “intelligentemente mal costruito”, pecca di scorrevolezza e di leggibilità. L’idea è buona, ottima anzi, ma i sei protagonisti che vivono in punti e momenti diversi del mondo e del tempo, creando una sorta di matrioska animata dal caso, non convincono mai a pieno. E poco importa davvero se il romanzo è generoso, pieno di sapori, colori ed atmosfere emozionanti, se poi alla fine non si lascia piacevolmente leggere come invece mi sarei aspettato quando l’ho preso in mano per la prima volta. Da lettore da quattro soldi (come amo definirmi per l’effettivo ammontare delle mie finanze…) mi permetto di definire “inaffidabile” la recensione fatta niente popò di meno che da The Times, visto che per me il romanzo non è ne sontuoso, ne realizzato in maniera eccellente e ne tantomeno fa scomparire il resto della narrativa inglese contemporanea. Non è un fiasco completo solo perchè…beh..perchè c’ho speso 14,90 euro e un po’ del mio tempo per leggere le 600 pagine di cui è composto! Evitatelo se potete…

I miei acquisti non sono finiti (per fortuna) con Cloud Atlas, perchè ho comprato anche “Vita di Pi” di Yann Martel e “Limonov” di Emmanuel Carrère: entrambi ancora da leggere, dal momento che mentre scrivo il secondo numero online di “Stuff I’ve been reading de noantri” non li ho ancora toccati (se non per metterli nello scaffale). Il primo (edizione “movie edition” anche questo, ormai va decisamente di moda evidentemente) narra delle (meravigliose) avventure di Piscine Molitor Patel, un indiano affascinato da tutte le religioni, che porta il nome di una piscina (!) e che naufragando insieme alla sua sfortunata famiglia in un viaggio verso il Canada, si ritrova ad affrontare l’oceano sopra una zattera in compagnia di una tigre del bengala! A dir poco affascinante… Il secondo (Limonov) narra di un personaggio che è stato teppista in Ucraina, idolo dell’underground sovietico, barbone e poi domestico di un miliardario a Manhattan. Scrittore alla moda a Parigi e soldato sperduto nei Balcani, prima di diventare un capo carismatico di un partito di giovani desperados! Come pensare di non leggere un libro con una costola del genere?…Impensabile!

Capitolo download: non provate minimamente a pensare che io mi sia fermato a quei pochi ebook che ho downlodato (e letto) fino ad ora! E’ mia intenzione proseguire ed anzi cercare di riempire soprattutto il mio Ipad piuttosto che il mio Iphone al posto dei miei scaffali, che ahimè stanno letteralmente scoppiando. Per questo ho scaricato 3 libri durante questo periodo, e sono: “Caos Calmo” di Sandro Veronesi, un libro che ho già letto ma che voglio (assolutamente) rileggere, dal momento che mi era piaciuto tantissimo; “L’acustica perfetta” di Daria Bignardi, sorprendentemente bello e davvero molto scorrevole (stra-consigliato) e quel “Guida rapida agli addii” di Anne Tayler di cui ho letto ogni bene. Sembra che Aaron, il protagonista, un giovane vedovo ancora sconvolto dalla perdita della moglie, inizi a riceverne le visite. Per strada, sul lavoro, perfino al mercato, lei lo affianca silenziosa, rinnovandogli quel sentimento così differente da quelli che lo avevano soffocato per tutta la vita. La scrittura è deliziosa e già sento che sarà un’ottima lettura, una di quelle che ti lasciano qualcosa, permettendoti di scoprire qualcosa di te.

Su “L’acustica perfetta” voglio dirvi che è una storia che parte in sordina, per decollare poi piano piano fino a raggiungere una discreta vetta. La vicenda di Arno e Sara è particolare: si conoscono da ragazzini per poi perdersi e rincontrarsi 16 anni dopo da adulti. Si sposano e mettono su famiglia. Tutto sembra perfetto, lui vive per la musica (suona il violoncello giorno e notte) mentre lei si prende cura a tempo pieno dei tre figli che hanno messo al mondo. Un giorno però quest’acustica così perfetta si rompe. Arno trova un biglietto di Sara dove legge la richiesta della moglie di voler stare da sola per un periodo di riflessione non specificato. Sara chiede ad Arno di non cercarla. Mancano soltanto quattro giorni a Natale…Arno pensa ad uno scherzo, ma non è così…i giorni passano e Sara non torna, non si fa sentire, è sparita. Man mano che il tempo passa Arno cerca la moglie nelle parole del suocero Rino, in quelle dell’amico Massimo, piuttosto che in quelle di suo padre Guelfo o di sua madra Klara. La cerca nelle strane reazioni dei figli, che non sembrano sconvolti dalla sparizione della madre. La cerca nelle persone che l’hanno conosciuta a sua insaputa. Scopre una Sara diversa, che non sembra assolutamente la donna che ha sposato. All’inizio è arrabbiato, poi impaurito, poi capisce. La rivelazione che ne consegue non è soltanto quella che colpisce Arno, ma è la stessa che si para dinnanzi all’attento lettore, che nel frattempo si è immedesimato nel protagonista di questo libro davvero sorprendente.

Che dire, il nostro tempo è finito, è tardi, tra poco la cena è pronta ed io devo anche andare in bagno…e prima che il mio presentimento possa avverarsi, ossia che vi scolleghiate schifati, vi saluto con un sentito abbraccio augurandovi come sempre buone letture, qualsiasi queste siano.

Massimiliano Intothewild Novato.

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