Stuff I’ve been reading (1-2013)

stuff

Lo ammetto sto copiando! Anzi come direbbero quelli evoluti: “masterizzando”.

Cosa?…Beh dal titolo forse qualcuno potrebbe anche aver capito…ma siccome secondo me non tutti lo potrebbero…potrei anche farla franca e passare per uno che si è inventato una cosa nuova, dal momento che in Italia questa rubrica non esiste e che “Stuff I’ve been reading” è inglese e viene pubblicata su “The Believer”…

Certo si potrebbe obiettare sull’autore…un Nick Hornby italiano non c’è e men che meno potrei esserlo io (anche se in molti dei suoi libri – autobiografici – mi ci sono rivisto abbastanza), ma tant’è…e se potete allora leggete! Se lo volete.

Stuff I’ve been reading è appunto una rubrica curata da Hornby ed esce (appunto) ogni mese su The Believer. Lo scrittore parla dei libri che ha comprato e che ha letto (ultimamente cita anche quelli che ha scaricato da internet anche se debitamente o indebitamente non è da dato di sapere…) durante il mese (più o meno) infiocchettando le recensioni con uno humor tipicamente anglosassone. La cosa interessante è che molto spesso ci infila dentro storie della sua vita, trasformando questa che dovrebbe essere una rubrica che parla unicamente di libri in una specie di saggio sulla personale vita di uno scrittore di successo. Certo, lo “Stuff I’ve been reading” che scriverò io (e che in qualche maniera ho già scritto nel passato proprio su questo blog) potrà contenere al massimo brandelli della vita di uno scrittore di cronache famigliari (pochi di voi sanno che una delle mie attività “prioritarie” è quella di narrar di mia madre in un italiano mediocre con relative “scivolate” sul burino…) senza che questo possa interessare poi così tanto al lettore.

Gennaio 2013, nuovo anno, vecchi libri…si vecchi, perchè la prima cosa che mi viene in mente è che il 2 gennaio ho scaricato da Itunes (in regalo!) “Venuto al mondo”..

venuto

..e me lo sto rileggendo sull’Iphone tra un viaggio in Metro ed uno in Treno da e per l’ufficio, passando per il circolo canoistico dove “perdo tempo” a far finta di fare sport (ero un tapascione serio quando correvo, ora mi diletto a pagaiare in un laghetto artificiale in un’isola artificiale nella splendida e ridente cornice dell’Eur, un quartiere della “Roma bene”). Venuto al mondo è un libro che ho letto anni fa, uno di quelli da “circoletto rosso” tanto per intenderci e quando il mio Iphone, attraverso Itunes12, mi ha notificato il “regalo” della copia elettronica in formato EPUB, non me lo sono fatto scappare. Oltre che (ri)leggerlo, sto evidenziando tutti quei passaggi degni di essere sottolineati (chi di noi può dire di non aver mai sottolineato un libro che ha amato?) e la cosa mi piace assai. Non vi dirò che è un libro che consiglio, perchè sarebbe banale…vi dico: compratelo, scaricatelo, leggetelo, fateci l’amore, perchè è semplicemente un libro Straordinario!

Tra i libri che ho comprato c’è un volumetto edito da Repubblica. E’ una raccolta di articoli di Gianni Brera scritti per il giornale…

brera

..Me li leggo piano piano, sono delle autentiche chicche! Mi piace il calcio, e Brera è uno scrittore di calcio. Quando leggo gli articoli relativi alle vittorie, mi rimane impresso (lo adoro) quell'”in alto le bandiere e i canti” che il Gianni nazionale usa sempre per  osannare i campioni. Il libro non è in vendita nelle librerie, lo si acquista in edicola insieme al giornale oppure da solo al prezzo di 9,99 euro. Per chi ama le lettura di sport è un libro da non perdere!

Un libro che mi ha decisamente colpito è “Storie sulla pelle” di Lilin, uno scrittore russo 32 enne.

pelle

E’ la storia di un Kol’sik, il tatuatore dei criminali siberiani. Colui che è sacerdote e custode della tradizione, l’unico a comprendere fino in fondo la lingua arcana dei simboli. I tatuaggi raccontano storie, ne creano altre. I tatuaggi generano incontri, equivoci, stabiliscono legami. Kolima, il protagonista del libro, racconta la sua storia di formazione di tatuatore. Racconta delle mani, occhi, colombe, madonne, gatti, serrature, pistole, tutti pezzi di vita che ti porti addosso. I tatuaggi sembrano racconti scritti, sofferti sulla pelle. “Non siamo noi a dominare i simboli, sono loro a muovere la nostra vita”. Un libro particolare.

Chi di noi non ha un libro iniziato sul comodino?…Uno di quelli che stanno lì…che ogni tanto prendi in mano…leggi un paio di capitoli…magari prima di addormentarti…Io ne ho un po’ più di uno…ed in questo gennaio così strano, dove fuori ci sono 16 gradi come in Aprile…ho deciso di accelerare un po’ con le letture e portarmi avanti col lavoro…terminare un bel po’ di libri che ho iniziato tempo fa e che tengo appunto lì sul comodino (in parte, perchè almeno un paio ce l’ho dentro l’Ipad…iniziati pure quelli…). “Buonanotte signor Lenin” di Tiziano Terzani è uno di quelli.

terzani

Tempo fa ho comprato la prima parte della raccolta “Meridiani” dedicata al grande giornalista-scrittore toscano scomparso qualche anno fa. Il libro in questione ce l’ho edito da Longanesi (in prima edizione) ma lo sto leggendo all’interno della raccolta perchè mi viene meglio, nonostante sia scritto piccolo e questo probabilmente mi permetterà finalmente di arrendermi definitivamente e comprarmi un paio di occhiali post-quarant’anni…Il viaggio di Tiziano in un momento dove l’impero sovietico sta tramontando è qualcosa che vale la pena leggere, magari piano piano…, assaporandone l’assoluta sensibilità.

Il mio compleanno (che cade in Novembre, ma che ve ne frega a voi?!) mi ha portato in dono (tra gli altri) “Il romanzo del grande Torino”.

torino

Un libro da gustare per chi (come il sottoscritto) ha amato l’epopea della squadra granata in quegli anni dove in Italia la vita (vera) era difficile, dove la lealtà era ancora un valore (specialmente nell’ambito sportivo) aggiunto nella vita di un uomo. La scrittura è molto semplice ma è la memoria ciò che beneficia maggiormente nel leggere “Il romanzo del grande Torino”.

Ho downlodato parecchio ultimamente, e nel mio Ipad sono finiti un bel po’ di libri in formato elettronico, alcuni sono lì che giacciono nello scaffale (virtuale) in attesa di essere letti (o anche ri-letti), altri, due per la precisione, li sto leggendo…Uno è la biografia di Steve Jobs di Isaacson

jobs

Un testo interessante, non molto scorrevole, ma importante per tutti gli amanti del personaggio. L’altro libro è uno dei Roth d’annata, “La macchia umana”.

roth

E’ un romanzo lento e difficile. Il segreto del professor Sick resta indigesto sin dall’inizio, e pur amando Philip Roth abbastanza non riesco ad andare avanti più di tanto…Non lo abbandono per tigna, ma non è detta l’ultima parola…ed anche se è Roth…non è detto che non finisca nella categoria “abbandonati”…Sul mio comodino ci sono altri due libri (cartacei questi) che ho iniziato, uno da poco ed uno da parecchio…Il primo è “Una specie di solitudine” di John Cheever,

cheever

una sorta di diario del grande scrittore (dicono) dalla sensibilità talmente pronunciata da limitarlo. Ho letto una cinquantina di pagine e, sinceramente, anche questo (nonostante sia un regalo) rischia di esser abbandonato…Copertina bellissima, incipit straordinario, ma poi?…Tutta una serie di “pensieri” dell’autore, quasi quotidiani, dove si passa da riflessioni straordinarie e frasi talmente banali da rileggerle per cercarvi un significato che probabilmente non esiste..Andrò avanti ancora un po’ e poi deciderò se far vincere le riflessioni straordinarie oppure chiuderlo definitivamente all’ennesima (se mai ve ne fosse..) banalità. Peccato!

L’altro è una raccolta di racconti del grandissimo Charles Dickens. Canti di Natale, edito da Einaudi, dove spicca quel “Canto di Natale” che da solo vale (l’eventuale) l’acquisto del libro.

dickesn

Letto tutto d’un fiato, mi sono arenato al successivo (Le campane) in quanto già orfano del personaggio di Scrooge…Dickens scrive in un linguaggio ricercato, particolare, raffinato direi, e la traduzione è molto importante. Questa raccolta (che probabilmente abbandonerò a breve…) ne fa difetto. Un autore come Dickens merita una traduzione perfetta, evitando quelle storpiature che ne indeboliscono l’enfasi e lo stile vittoriano. Anche qui, peccato è il termine che mi viene in mente senza sforzarmi nemmeno tanto.

Mi sono dimenticato qualcosa?…Si! Jack Kerouac , “Sulla strada”, che libro!

strada

Scaricato (indebitamente) da internet in versione PDF, l’ho salvato sul pc ed ogni tanto ne leggo qualche pagina tra una pausa e l’altra in ufficio, del resto ognuno fa uso del tempo consentito come meglio crede no? Non l’ho ancora finito, ma la cosa è studiata, ovviamente, perchè il libro è bello e si legge facilmente, non è noioso (al contrario di qualche brutta recensione da parte di qualche lettore che non sa che un libro che narra di un viaggio non può essere scorrevole come un thriller…) e va assolutamente letto! Fatelo perchè vi sorprenderà.

Alla fine la carne al fuoco è parecchia, ma considerando un paio di abbandoni (prossimi) ed un’accelerata per gli altri titoli, potrei riuscire entro una ventina di giorni a riappacificarmi col cervello e tentare una lettura contemporanea di massimo tre o quattro libri, anche se poi in verità leggo un libro principale (al massimo un paio) e tengo (e scelgo) gli altri come appoggio. “Stuff I’ve been reading” quello vero prevede anche una postilla sui libri comprati e allora posso dire che ultimamente ho comprato due libri: “Strade blu” di William Least Heat-Moon (a causa di un passa-recensione dopo aver terminato di leggere “Open” di Andre Agassi) e “Vita di Pi” di Yann Martel. Perchè? Beh primo perchè non riesco a non comprare libri per un tempo troppo lungo (in genere un paio di settimana al massimo) e secondo perchè…vabbè non è che posso dirvi tutto ora…quindi immaginatelo!

Bene, anzi male, perchè il primo appuntamento del 2013 con “Stuff I’ve been reading” finisce qui, ora, e se proprio devo dirlo un po’ mi dispiace, ma devo per forza terminare altrimenti il brodo si allunga e l’ospite puzza, no anzi come è che si dice…vabbè dai in fondo se ne vanno sempre i migliori ed anche se questo post non lo è, proviamo ad immaginare che lo sia..

Massimiliano Intothewild Novato. 

Annunci

3 Replies to “Stuff I’ve been reading (1-2013)”

  1. Ciao! Mentre ti leggevo, sorridevo pensando ai libri impilati sul mio comodino…sono 8 e un pò mi vergogno! Mi domando se prima o poi raggiungerò il soffitto. Quattro libri sono di psichiatria-psicoanalisi, gli altri sono stati acquistati recentemente. Un libro di Fred Vargas “un luogo incerto”.Questa autrice mi incuriosisce poichè scrive ogni suo romanzo in 21 giorni, durante il periodo di vacanza….eh sì, perchè lei è una ricercatrice di archeozoologia, che lavora in Francia. Un altro libro è quello di David Ebershoff “La danese”, un romanzo che esplora le innumerevoli sfaccettature dell’amore e della sensualità. Poi “Tutto da capo” di Cathleeen Schine, scrittrice che non conosco ma in libreria ha attratto la mia attenzione. L’ultimo è quello che sto leggendo e che spero di togliere presto dalla pila di libri!!!! Il libro sui serial killer….vabbè, ora vado perchè non vorrei bruciare dei dolcetti che ho infornato. A presto!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...