Solitudine

Da La casa sotto i portici (C. Verdone)

Le grandi emozioni di tutta la mia vita da ragazzo le ho provate, spesso, stando da solo. Non mi annoiavo mai e non avevo paura di nulla. Per molto tempo la solitudine è stata per me una “piccola droga”, che accompagnava ogni mio stupore quando osservavo scorci e dettagli della mia città da quel punto privilegiato che era il mio palazzo. Dove i rumori erano ovattati e lontani. [……………………]

Poi s’infilò il casco, ingranò la marcia e, affrontando una curva a gomito, mi urlò da lontano: “A Carlè! Grazie pe’ avemme dato er soriso a n’adolescenza de merda!”. [………………….]

Nonostante le premesse, quelle ragazze straniere erano per me amori reali. Spesso, dopo la loro partenza, le andavo a trovare affrontando spese impegnative e viaggi terrificanti….. [………………….]…..Provammo entrambi una certa emozione nel rivederci. Dopo un lunghissimo abbraccio ci salutammo teneramente per l’ultima volta.   [………………….]

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