Acquisti e letture (5)

Siamo ai primi di Luglio e fa già abbastanza caldo a Roma. Molto caldo, specie oggi. Scrivo il post mentre ascolto Amore e non amore, un vecchio album di Lucio Battisti; uno dei dischi probabilmente meno conosciuti del cantautore reatino. Ammetto che l’ascolto non è poi così casuale, anzi, il contrario, perchè ho deciso l’azione dopo aver letto una bella recensione su Rolling Stone, il magazine musicale che ogni tanto compro per tenermi aggiornato sulla musica. Gran disco, con veri e propri pezzi rock, come ad esempio la prima traccia, quel “Dio mio no” che fece scandalo all’epoca (parliamo del 1971). L’album è famoso per i titoli che sono delle vere e proprie esternazioni di Giulio Rapetti (in arte Mogol) appoggiati sui pezzi per lo più strumentali e davvero sperimentali, secondi da questo punto di vista forse solo ad “Anima latina” che uscì nel 1974. Ma veniamo a noi, sennò ci perdiamo nei meandri del nostro Lucio rischiando di scrivere di lui per ore ed ore…

Libri terminati che avevo inizato nel precedente post di acquisti e letture: 2, ossia “Il pettirosso” di Joe Nesbo (la prima indagine di Harry Hole, l’eroe dei noir di Nesbo) dove sinceramente vi confesso di nutrire ancora qualche dubbio prima di parlare di capolavoro e “Le notti di Salem” di S. King dove non facco alcuna fatica nel non sottotacere che si tratta di un lavoro davvero sontuoso, paragonabile ai vampirebook più importanti mai scritti, scomodando addirittura Stoker (Azz! Direbbe il padre di Iris Blond, la protagonista dell’omonimo film di Carlo Verdone).

Libri acquistati : 2, precisamente “Il linguaggio segreto dei fiori” di V. Daffenbaugh (esordiente) che ho anche iniziato (molto interessante) e l’ormai solito Camilleri (serie Montalbano) “La pazienza del ragno”.

In lettura ne ho 3 (troppi forse).., oltre alla Daffenbaugh mi sto leggendo il nuovo di Deaver (“Carta Bianca”) che ha accettato la sfida James Bond (chissà…come andrà…) senza batter ciglio. Di contorno (un ottimo contorno sottolineo) un grandissimo Corrado Augias con “I segreti di Roma” che avevo acquistato qualche tempo fa usato. Dei tre quest’ultimo è quello che al momento reputo migliore, anche se a dir la verità la Daffenbaugh è molto brava ed il libro scorre divinamente mentre per Deaver stiamo parlando di qualche decina di pagine e sarebbe troppo presto per dare qualsiasi tipo di opinione.

Battisti suona da Dio…il disco è finito ed io devo ancora scrivere dei libri che ho letto in questo periodo, dirvi del grandissimo Roth e di Nemesi che reputo un libro bellissimo. Un romanzo breve che parla di coraggio, come sempre ben scritto e in alcuni stralci addirittura comovente. Poi Mandela, quell’”Io Nelson Mandela” che mi ha fatto conoscere un uomo determinante dell’ultimo secolo, un libro importante che definirei senza ombra di dubbio fondamentale. Mi servirebbe un altro ascolto per continuare a scrivere con Battisti in sottofondo, quindi ricomincio proprio da “Dio mio no” e vi dico di Caltabellotta, un emergente italiano che con “Il giardino elettrico” mi ha un po’ deluso, nel senso che probabilmente mi aspettavo di più. L’idea di dove vanno a finire gli amori che finiscono è ottima, ma il disordine (voluto?) con cui viene narrata non permette a mio avviso al lettore (anche il più attento sottolineo) di venirne a capo senza dover (spesso) necessariamente tornare indietro più di una volta pensando di essersi perso qualcosa magari per distrazione sua. Mi ha lasciato interdetto. “Pura vita” di De Carlo è un libro interessante, bello direi. Il lettore viene portato in viaggio insieme a padre e figlia in giro per la Francia dove i due si scontrano e si confrontano in un turbillon di cose vere che appartengono alla vita, pura appunto. Mi ha favorevolmente impressionato, ed è talmente scorrevole che le pagine si voltano da sole…Bello. Per ultimo prima di fare “save” e pubblicare il post e quindi terminare il secondo ascolto del disco in santa pace, vi dico di Camilleri e de “La voce del violino”, un’altra indagine fantastica del commissario Montalbano. Ogni volta che leggo le peripezie del commissario le giornate passano più veloci e mi faccio delle risate pazzesche in mezzo alla fantasticherie di una Sicilia che prima o poi andrò a visitare per bene.

Nel salutare porgo altresì auguri di buone vacanze a tutti quanti coloro che hanno avuto la voglia nonchè la pazienza di leggermi rassicurandoli sul fatto che prima o poi smetterò di tediarli; promesso!

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