Acquisti e letture (3)

E’ il giorno dopo il 25 Aprile quando mi accingo a scrivere l’ormai consueto post mensile (o quasi) sui libri acquistati, quelli letti e/o quelli in lettura. Il tempo fuori fa schifo, ma non piove, dovrebbe essere primavera, ma ancora non lo è. Non che faccia freddo, anzi, ma è nuvolo e quando è nuvolo mi da noia.

Il 25 Aprile mi ricorda qualcosa…

Tra i libri letti questo mese c’è “Lettere dei condannati a morte della Resistenza Italiana (ricevuto in regalo lo scorso mese). In realtà lo avevo inziato già prima di scrivere “Acquisti e letture (2)”, ma non l’avevo ancora terminato. Penso che sia un libro da leggere assolutamente. La raccolta delle lettere, delle testimonianze di ciò che è stato rende giustizia a chi è morto per la libertà.

Libertà. Ecco un altro titolo che ho letto in questo periodo. E’ il libro del momento, come ho già scritto nella recensione. Scritto bene da Franzen, quello de “Le correzioni” (che non ho ancora letto). Ma…Ecco ma..non colpisce come dovrebbe. Tra i personaggi della storia voglio sottolineare Patty, ecco direi che Patty potrebbe essere considerata il valore aggiunto del romanzo, che si vanta di essere quasi un classico moderno. Patty. Walter, il marito, è il classico americano ambientalista convinto. Un uomo dai principi solidi, fedele, dolce. Perfetto. Ma perfetto non è…Poi c’è Richard Katz, un musicista mezzo fallito che ripara tetti e che si scopa Patty, perchè anche Patty perfetta non è…Poi ci sono i figli di Walter e Patty, che sono tutto un programma…tipicamente americani, al punto tale da poterli odiare per tutto il tempo della lettura…Poi c’è Lalitha, un indiana che lavora con Walter…e che ovviamente se ne innamora…e che ovviamente…anche se poi alla fine…

Ho letto “Nessuno si salva da solo” di Margaret Mazzantini, una storia coinvolgente, ben narrata, molto italiana. Qualcosa che a me piace. Molto. Ciò che colpisce a fondo è quell’aggressività strutturale nei romanzi della Mazzantini, quel qualcosa così tipicamente suo che può fartela amare piuttosto che odiare, ma che sicuramente te la fa leggere; ed è questo ciò che conta più di ogni altra cosa. E’ un libro importante, da leggere tutto d’un fiato.

A proposito di libri da leggere in un secondo (in senso figurato), vi voglio parlare di “Io sono di legno”, scritto da Carcasi. Qualcosa che colpisce davvero in faccia. Un dialogo tra madre e figlia strutturato benissimo, creato attraverso le parole scritte, dalla madre in una lettera e dalla figlia in un diario. L’ho letto in 3 giorni, davvero molto ben scritto, bello, bellissimo.

Un altro libricino che ho letto in questo periodo abbastanza proficuo di letturine (ma “ine” in senso di piccole, non certo perchè di poco valore) è quello di Malvaldi, quello nuovo: s’intitola “odore di chiuso”. Carino, ma non a livello di Camilleri tanto per intenderci. Da rivedere, nel senso che l’autore ha potenzialità, ma forse per iniziare a conoscerlo ho sbagliato libro…

Il tempo non migliora, le previsioni non sono buone, ma non dovremmo essere in piena primavera?….Mah…Eppure il mio Iphone segnalava si variabile, ma con tanto di palla di sole in evidenza nel pomeriggio…, vatti a fidare delle previsioni del tempo…oggi alla fine pioverà, me lo sento…

Torniamo a noi.

Questo mese ho comprato (leggendolo subito) il nuovo capitolo della coppia di detective più bella del mondo. Kenzie & Gennaro. Titolo : Moonlight mile. Autore : D. Lehane. Bello, direi definitivo. Ne ho letti molti altri della coppia, ma questo è maturo, è definitivo appunto. Dovrebbe (?) essere una sorta di sequel de “La casa buia”, ma ciò che lo rende maturo è la storia, sono le rughe di quei due splendidi detective creati da Lehane in maniera che definirei sublime, il valore aggiunto del libro. Se si vuole iniziare a leggere Lehane in versione Kenzie&Gennaro teoricamente lo si potrebbe anche fare partendo da questo libro. Scorrevole, tensione giusta, umorismo e sentimento. Complimenti. Bello.

Nella vagonata di libri comprati (e non elencati dettagliatamente in “Acquisti e letture (2)”), c’era anche “Topi” di Reece. L’ho letto in questo periodo. Thriller pluri-pubblicizzato d’inizio anno. Copertina bellissima. Storia affascinante letta nella costola laterale del libro. Insomma, tutto perfetto per un’ottimo thriller appunto. E invece?…Naaa, delusione. Storia originale (due donne, madre e figlia, si vendicano di ciò che la vita gli ha “donato”, uccidendo sconosciuti che, alleati della loro stessa vita, si divertono ad aggiungere sfiga su sfiga alle poverette malcapitate), costruita maluccio. Si poteva fare meglio, molto meglio.

Sto leggendo “Gran circo Taddei” di Camilleri, me l’ha regalato mia figlia per la festa del papà. “Regaliamogli un libro a papà, perchè tanto quello sta sempre a legge…”. Non ne ho letto molte pagine. Soltanto il primo episodio (è un libro ad episodi), ma già è molto, nel senso che l’acume di Andrea Camilleri è talmente palpabile che uno già si rende conto del valore di quello che ha in mano. Grandioso. Son le storie di Vigata. I personaggi di Vigata. Roba che non c’entra niente con l’Iphone…per farvi capire.

Oltre a Camilleri (che ho iniziato stamane sul trenino che mi porta al travaglio), sto leggendo anche un libro sulla felicità (L’arte della felicità di Cutler scritto insieme al Dalai Lama), l’ho comprato in questo periodo da Melbook store in Via Nazionale insieme ad un paio di libi di Osho; tutti usati ma tenuti molto bene. Melbook è pericoloso….entri per dare un’occhiata ed esci con minimo tre libri nella busta. C’è un primo piano ed uno (anzi due) rialzato dove c’è il nuovo, poi tutto un seminterrato dove si trova dell’ottimo usato (puoi anche portare i tuoi libri usati e darli in cambio di denaro). Andateci.

Dicevamo de “L’arte della felicità”. E’ un saggio dove ci si può perdere leggendo degli ingredienti che dovrebbero portare l’uomo ad essere felice. Ne ho letto la metà delle pagine, è una lettura difficile e va centellinata. La devi far scendere giù piano, altrimenti potrebbe rimanere indigesta. E’ uno di quei libri che non andrebbero fagocitati velocemente per tutta una serie di motivi anche pratici, nel senso che l’effetto di questa lettura durerebbe di meno di quello che in realtà durerebbe se non lo leggessi adagio. Stessa cosa per Terzani. Il Terzani ultimo, quello de “L’ultimo giro di giostra” (che ho iniziato a leggere il sabato di Pasqua) o de “La fine è il mio inizio”, che leggerò sicuramente a breve.

Tiziano “anam” Terzani è un uomo grandioso, è qualcuno dal quale prendere esempio. Il mio rapporto con lui è iniziato male (ho letto “In Asia” e non mi è piaciuto, troppo lento, descrittivo, lontano, troppo lontano), è proseguito meglio (“Un indovino mi disse” è un grande libro, che consiglio a tutti di leggere per primo), e sta sfociando nell’amore (leggo in questi giorni appunto “L’ultimo giro di giostra” ed ho appena veduto il film tratto da “La fine è il mio inizio”). Ringrazio ancora chi me l’ha consigliato…del resto non posso esser sempre io ad auto-consigliarmi tutto no?…

Fuori ancora non piove…ma le nuvole non si diradano, è il compleanno di mia figlia oggi e mi appresto ad andare da lei per festeggiare. Giuro che non gli ho regalato un libro, il mostro l’ho già creato tempo fa andando in giro per librerie con una quasi-neonata alla quale ho attaccato l’amore per la lettura senza volerlo (??)…

Non sono un anam (un senzanome), il mio cognome non è così famoso da scriverlo nemmeno in calce ai miei post del mio personalissimo blog…, ma un nome di battesimo ce l’ho, vi saluto con quello.

Massimiliano.

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