Libertà (Franzen J.)

La Trama.

  • Walter e Patty erano arrivati a Ramsey Hill come i giovani pionieri di una nuova borghesia urbana: colti, educati, progressisti, benestanti e adeguatamente simpatici. Fuggivano dalla generazione dei padri e dai loro quartieri residenziali, dalle nevrosi e dalle scelte sbagliate in mezzo a cui erano cresciuti: Ramsey Hill (pur con certe residue sacche di resistenza rappresentate, ai loro occhi, dai vicini poveri, volgari e conservatori) era per i Berglund una frontiera da colonizzare, la possibilità di rinnovare quel mito dell’America come terra di libertà “dove un figlio poteva ancora sentirsi speciale”. Avevano dimenticato però che “niente disturba questa sensazione quanto la presenza di altri esseri umani che si sentono speciali”. E infatti qualcosa dev’essere andato storto se, dopo qualche anno, scopriamo che Joey, il figlio sedicenne, è andato a vivere con la sua ragazza a casa degli odiati vicini, Patty è un po’ troppo spesso in compagnia di Richard Katz, amico di infanzia del marito e musicista rock, mentre Walter, il timido e gentile devoto della raccolta differenziata e del cibo a impatto zero, viene bollato dai giornali come “arrogante, tirannico ed eticamente compromesso”. Siamo negli anni Duemila, anni in cui negli Stati Uniti (e non solo…) la libertà è stata come non mai il campo di battaglia e la posta in gioco di uno scontro il cui fronte attraversa tanto il dibattito pubblico quanto le vite delle famiglie.

La recensione di Areabook.

  • Lo dico subito: non è un Capolavoro. E’ il libro del momento. Può essere il libro del momento, assolutamente. Ma prima di scomodare la parola capolavoro, o addirittura “classico del nostro tempo”, io ci penserei parecchio. Ho letto le 622 pagine (abbastanza scorrevoli a dire il vero) in due settimane, ma non mi hanno lasciato dentro qualcosa d’importante, pur trattandosi di Franzen, il che è tutto dire. Avevo letto che questo autore è molto in voga, uno che ha scritto un grande romanzo (Le correzioni) ed ha aspettato nove anni per pubblicarne un altro non poteva certo non causare delle aspettative nel lettore medio (che mi vanto di essere io). Libertà è un ottimo libro, ma forse proprio perchè non siamo americani non riesce a colpirci come vorrebbe. Dentro c’è un misto di politica, ambiente, famiglia, valori, società. Un misto di ingredienti che può risultare indigesto come al contrario molto nutriente. A me ha lasciato abbastanza indifferente. L’ho comprato e l’ho letto di getto, come spesso mi capita di fare con un libro “atteso”, ma non mi sento di annoverarlo tra i miei preferiti. Può piacere e può non piacere, a me in fondo è piaciuto, ma non colpisce come dovrebbe, o meglio come vorrebbe la critica.
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