Dialoghi sui libri in prestito.

Bello questo libro, me lo presti?

No.

Perchè scusa?

Perchè odio i prestiti ed amo gli acquisti, perchè al limite, ma proprio al limite…te lo regalo.

Non sei gentile, e sei poco democratico lo sai?

Si, anzi no. Ma me ne frego. Non è che me ne frego di te, ma di quello che tu puoi pensare riguardo questa cosa del prestito dei libri.

Non ho capito allora, cioè tu non vuoi prestare i tuoi libri, vuoi che le persone li comprino o al limite glieli regali. Caotico come ragionamento…

Se hai tempo ti spiego meglio ciò che intendo, ma non lo faccio mica per me. Lo faccio per te…e per amore della cultura…e per una marchetta agli scrittori.

Perfetto, ti ascolto allora.

Bene. Iniziamo. La premessa è d’obbligo: io amo i libri, ne sono innamorato, e, tendenzialmente, sono un uomo geloso delle cose sue. Tendenzialmente.

Messa così avresti già in mano la chiave di lettura per capire il mio essere restio al prestito di qualcosa (a parte il denaro, che nonostante sia improbabile che possa tornarti indietro, non foss’altro perchè magari chi te lo ha chiesto è in difficoltà e, calcolando lo stato in cui versa questo paese difficilmente potrà risolvere i suoi problemi senza che questo non aumenti il suo stato di necessità impedendogli di restituirtelo; è sempre un argomento che mi trova stranamente disponibile. Sarà la mia innata generosità? Forse, o “poesse” come direbbero in boVgata), ma non è questo il motivo principale.

Possedere una libreria lo trovo meraviglioso, ma non posso pretendere che possa essere così meraviglioso per tutti quanti, questo è ovvio. Posso sperarlo, anzi meglio, augurarlo, ma anche questo potrebbe essere soltanto frutto di aspettative personali dettate dall’amore per i libri. Amando la mia splendida libreria personale, e sottolineo splendida (non necessariamente per l’aspetto ma per i contenuti), nel caso vi fosse un buco derivante dal prestito di un libro, ammetto tranquillamente che mi provocherebbe qualche pruritino tipo orticaria. Quindi anche questo “rinforzino” nel sottolineare il difetto della gelosia per ciò che è mio, aumenterebbe sicuramente la certezza di chi legge che in fondo in fondo io i libri non li presto soltanto perchè sto male a saperli “allocati” fuori da quell’habitat che gli creato con tanto amore…

Fuochino, forse fuocherello, ma non fuoco. Assolutamente. Se insisti il libro te lo presto, ma non insisterai…

Quando compro un libro cerco di risparmiare, perchè sono abbastanza convinto che il prezzo medio di un libro sia troppo alto. Se lo voglio nuovo cerco magari il 30% di sconto, mi accontento del 25% (conosco almeno un paio di posti che lo fanno senza problemi) a volte anche del 15% (storcendo la bocca…), mai del 10% e del prezzo pieno manco a parlarne. Molto spesso li prendo usati, perchè la compravendita dell’usato è fantastica; mi permette di girare per quei negozietti così “Notting Hill” che amo alla follia, creandomi quella sorta di brividino quando scovo un titolo che mi interessa, che davvero per me non ha prezzo. Nella scaletta delle mie preferenze quindi c’è l’usato. E’ ludico, soddisfacente e il mio neurone gode.

L’acquisto è perdersi dapprima nelle librerie ove poter consultare un titolo piuttosto che un altro e prendere confidenza con ciò che si vuole comprare. Magari ti hanno consigliato un titolo oppure hai letto recensioni meravigliose o meglio ancora ti ha colpito la copertina di questo o quel titolo. Insomma “prendi in mano” l’oggetto del desiderio. Dopodichè si passa all’acquisto vero e proprio che può avvenire all’istante se il prezzo è conveniente (o se il libro che hai in mano, e che hai iniziato a sbirciare, è talmente “magico” da impossessarsi senza alcun ostacolo delle tue facoltà mentali; a me è successo con “uomini che odiano le donne” di Stieg Larsson e non so perchè ma ho la sensazione che quel libro abbia giocato brutti scherzi a parecchia gente…), o successivamente attivando i canali giusti (descritti in precedenza) nonchè il neurone risparmiatore.

Quando acquisto un libro sostanzialmente provo tre tipi di sensazione: una di godimento personale, in perfetto stile “shopping terapeutico”, un’altra di godimento che amo definire di “arricchimento teorico”, nel senso che il mio acquisto mi permette di arricchire teoricamente la cultura, il mio conoscere (teoricamente perchè potrebbe anche non succedere, e non è detto che la colpa non sia mia…prendi “Oceano Mare” di Alessandro Baricco; non mi ha arricchito, ma probabilmente non ne sono stato all’altezza io, insomma a “ciascheduno” il proprio tanto per intenderci), ed un terzo che chiamo “arricchimento reale” nonchè “marchetta culturale” oppure, più semplicemente, riconoscimento del lavoro dello scrittore; premio allo sforzo di chi mi ha permesso di poter eventualmente (perchè esiste anche l’eventualità che il libro faccia schifo, anche se è soggettivo ovviamente) godere delle altre due sensazioni di cui sopra.

E’ opinabile lo so. Un libro usato equivale ad uno preso in prestito dal momento che l’acquisto rimane uno, cioè quella copia passata di mano in mano, potrebbe essere teoricamente, se tutti facessero in questo modo, l’unica realmente venduta dall’autore, facendo cadere inevitabilmente tutto il castelletto che ho costruito per convincerti a comprare un libro piuttosto che chiederlo in prestito (rimarrebbe in piedi solamente la parte ludica relativa all’acquisto, nuovo o usato che sia, e l’arricchimento della libreria stessa, un particolare non trascurabile dal momento che un mobile vuoto fa schifetto assai, ma tant’è). Inoltre un acquisto sbagliato equivale ad una perdita di denaro in favore di un guadagno immeritato (soggettivo anche questo però) che sarebbe evitato attivando la formula del prestito. Insomma l’acquisto o meno di un libro dovrebbe essere considerato solamente dal punto di vista del nuovo, tralasciando il mercato dell’usato altrimenti il discorso non regge. E siccome ho detto che nella mia classifica personale, l’acquisto dell’usato mi piace di più per diversi motivi, la base del mio pensiero crolla miseramente e mi tocca prestarti il mio libro, oppure ammettere che l’orticaria da gelosia è il motivo trascinante senza star lì a far castelli in aria per auto-convincermi (perchè a te non ti ho convinto) che non sia così.

Ora ahimè non mi resta che piangermi addosso, perchè avrei potuto non spiegarti tutto questo e lasciar andare la cosa, magari inventandomi una scusa qualsiasi per non prestarti il mio libro…quello lì che appoggia così bene in quell’angolo della mia libreria, quello che ogni tanto riprendo in mano per rileggerne alcuni passi. Mi sono immerso in tutto questo discorso complicato nella speranza di fare bella figura a parametro zero, evitando di prestarti il mio libro cercando di convincerti che comprarlo (io ne sono convinto) sia cosa buona e giusta, anche usato…perchè possedere la cultura è diverso da prenderla in prestito. Tutte belle parole lo so. Però è pur vero che un libro usato che ti piace poi lo tieni, e se non lo presti obblighi chi lo vuole leggere ad acquistarlo a sua volta. E se non lo trova usato è costretto a prenderlo nuovo, può avvalersi dello sconto se è perspicace come me negli affari, quindi risparmiare che non fa poi così male oggiggiorno. Magari dopo averlo letto può rivenderlo come usato, permettendo a chi come me preferisce questo scambio, di averlo a disposizione e di poterlo acquistare, anche chissà per un regalo. Mi sto ri-convincendo che non è gelosia, no non lo è ne sono convinto. In fondo la cultura va pagata dai, sei d’accordo?

Sono d’accordo. Che fai poi me lo presti quel libro? Ti giuro che te lo restituisco appena l’ho letto….

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4 Replies to “Dialoghi sui libri in prestito.”

  1. Caro Massimiliano,
    comprendo e condivido in pieno la tua passione per la lettura e per i libri…basti pensare che quando mi sono sposata non ho realizzato una “normale” lista di nozze ma una lista di libri alla Feltrinelli, che organizzava tale evento per la prima volta (credo che a Roma forse siamo stati gli unici sposi che hanno aderito a questa proposta!). Insomma, in casa sono piena di libri che amo e che rappresentano l’unico gioiello che per me abbia valore.
    Amo i libri nuovi e usati senza grande distinzione. Amo regalare libri e…presto libri solo se la persona è fidata perchè sono gelosa. Il libro è un oggetto “sacro”, che non può essere gettato via neanche se non è stato apprezzato. Ho sorriso quando ho letto che il libro di Larsson ti ha stregato. Io, per partito preso, evitavo di comprarlo perchè temevo che fosse un patetico bestseller, poi ho deciso di provare e sono rimasta folgorata. Leggevo continuamente, non riuscivo a fare altro! E’ accaduto lo stesso fenomeno con altri due libri letti quest’estate : “Venuto al mondo” della Mazzantini e “A un cerbiatto somiglia il mio amore” di Grossman.
    E’ probabile che prima o poi ci incontreremo in una libreria intenti a cercare qualche nuovo gioiello!!!
    A presto!
    Maria Cristina

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    1. Grande iniziativa quella della Feltrinelli!!! Io non lo sapevo. Una cosa grandiosa. Riguardo la passione per la letteratura, e’ sempre molto “sostanzioso” per me interagire con persone come te MC. Il tuo intervento arricchisce.

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      1. Attualmente alla Feltrinelli c’è la possibilità di comprare un “buono” (importo a tua scelta) da regalare magari per un compleanno…non male no? Poi tu con il tuo buono vai in libreria e acquisti libri a tua scelta! Non so invece se la lista di nozze abbia funzionato con altre coppie. Ricordo che, ad un anno di distanza, il personale della Feltrinelli, mi disse che non c’erano state più richieste. Posso anche capirlo…d’altronde le coppie giovani hanno bisogno di altro materiale per la casa!!! Buona giornata!!
        Cris

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