Acquisti e letture.

Metà Febbraio, escursus.

  • Libri acquistati : Il profumo delle foglie di limone (C. Sanchez); Tua (C. Pineiro); La via del mistero (Osho)
  • Libri letti : Il profumo delle foglie di limone (C. Sanchez); La via del mistero (Osho)
  • Libri iniziati prima e terminati : D-Day (A. Beevor)
  • Libri in lettura : Un giorno un indovino di disse (T. Terzani); Tua (C. Pineiro)

Iniziamo col dire che Terzani è stato un uomo spettacolare, perchè che sia stato un grande giornalista di reportage lo sanno tutti. Prima di iniziare questo libro non avevo letto nulla scritto da lui tranne “In Asia” (recensito nel blog), e non mi aveva colpito più di tanto. Terzani me lo consigliavano tutti, per questo mi ero avvicinato a lui, scegliendo molto probabilmente il libro meno adatto, o meglio quello che nessuno mi aveva consigliato di leggere. “L’indovino”, leggi quello, perchè Tiziano Terzani è tutto in quel libro. Bene. Anzi male, perchè non mi attirava e non mi facevo convincere… Poi un giorno di Gennaio ho trovato questo libro nell’edizione “rigida” di Longanesi, perchè in fondo anche l’edizione ha la sua bella importanza nella scelta…, e l’ho comprato senza pensarci due volte. Qualche giorno fa l’ho iniziato senza indugi e me ne sto innamorando piano piano… sembra quasi un treno che prende velocità abbastanza lentamente, evitando accelerazioni brusche o grossi rallentamenti. Le avventure sociali del narratore attraverso l’Asia, evitando di prendere l’aereo perchè un indovino così gli disse molti anni prima di quel fatidico anno (1993) durante il quale si svolgono i fatti, tracciano i contorni di un mondo a noi sconosciuto. Un mondo diverso, drammatico ma anche divertente se lo si vede da un diverso punto di vista. Il libro non supera le 400 pagine, io ne ho letto un quarto, ma la sua velocità è ormai attestata sulla crociera…, e si sa, in crociera si viaggia bene…il tempo scorre veloce senza accorgersene…e poi il viaggio lo fa Terzani, tu devi soltanto leggerlo.

Tua. Tua l’ho iniziato oggi sul treno mentre venivo in ufficio. E’ un libricino di poco più di 100 pagine, si legge in un baleno suppongo. Sembra scorrevole, anzi direi che lo è. Io non ho una predilezione per i libri corti piuttosto che i tomi di mille pagine e neanche al contrario. A me i libri piacciono punto e basta. Quelli che mi piacciono naturalmente (banalità). Tua è un noir sudamericano, l’ho comprato la settimana scorsa da Feltrinelli, mi ha colpito la copertina (fondo bianconero con alcuni stick di rossetto rosso) e la minuscola recensione di Josè Saramago che cito testualmente : “Un’infaticabile analisi di un microcosmo sociale in via di decadenza”. Per ciò che ho letto sinora (circa 35 pagine o poco più) è la sintesi perfetta del racconto. Tua è l’amante di un uomo sposato. durante un incontro i due litigano; lei viene spintonata via da lui, e, cadendo, sbatte la testa su di un masso e muore. La moglie dell’uomo assiste alla scena, dal momento che li aveva seguiti. Promette bene….

Osho. Ho fatto conoscenza con i suoi libri grazie alla mia donna. Un pomeriggio in una delle tante scorribande presso MelBook store a Roma in Via Nazionale, ho trovato “Con te e senza di te” nella sezione usato della libreria e mi son fatto convincere a comprarlo. L’ho letto come libro “d’appoggio”, eh si perchè io sono uno abbastanza schematico nella lettura. Leggo un libro “principale”, uno d’appoggio (al quale dedico meno tempo del principale) ed uno “da comodino”…., che leggo la sera prima di addormentarmi. Sono troppi? Forse…, tant’è che ogni tanto dedico tempo soltanto al principale. Osho, dicevamo. Un uomo fuori dal mondo. Sensazionale. In questa prima parte del mese di Febbraio ho letto “La via del mistero”, un libro difficile come già scritto in fase di recensione l’altro giorno, ma davvero molto interessante. La morte fisica viene trattata in maniera consequenziale alla vita, come parte della vita stessa. E’ un libro che non consiglio a chi ancora non ha letto nulla del maestro di vita, dal momento che alcuni concetti non sono così digeribili come potrebbero esserlo se si conoscesse un po’ più a fondo l’autore. Non credo che i libri di Osho vadano letti in un certo ordine, ma farsi prima un’idea della persona e del suo modo di interpretare questa vita potrebbe essere d’aiuto al lettore. Nel blog si possono trovare alcuni titoli più “masticabili”, come il famoso “Ricominciare da se”, dove Osho ci appare in una forma assai più facile da digerire. Mito.

D-Day è un tomo di 550 pagine circa. Se si vuole avere una visione definitiva della battaglia di Normandia è sicuramente il libro da leggere in assoluto, vuoi per la completezza delle informazioni di cui è ricolmo, vuoi per il distacco con cui è scritto (nonostante l’autore sia un americano). Nessun trionfalismo, nessun nazionalismo, nessun giudizio. D-Day è una cronaca di avvenimenti rigorosamente ricostruita da Beevor in maniera impeccabile e dettagliatissima. L’ho comprato a fine estate, ero da poco tornato da un viaggio in Francia dove, tra l’altro, avevo camminato a piedi nudi su Omaha beach. Volevo qualcosa d’importante da leggere e da possedere, qualcosa che andasse oltre i miei sguardi diretti all’orizzonte di quelle spiagge. Volevo un libro da spolverare ogni tanto che parlasse di Omaha beach, e lo volevo leggere con calma, pagina dopo pagina, soffermandomi su ciò che leggevo e su ciò che i miei occhi avevano intravisto in Normandia. Ho impiegato qualcosa come 4 mesi per leggere quelle 550 pagine. D-Day è stato volutamente un libro “da comodino”. Attraverso il libro di Beevor ho scoperto come le donne tedesche amanti dei soldati di Hitler si erano trasformate in cecchini dopo lo sbarco alleato. Ho scoperto come gli alleati hanno ammazzato gente innocente e stuprato le donne francesi. Ho ri-scoperto la pazzia dell’innominabile. D-Day è stato la perfetta prosecuzione di quel magnifico viaggio dell’estate scorsa. L’ho amato questo libro. Tanto. 

Il profumo delle foglie di limone è una lettura alla quale ancora penso ogni tanto. Sarà che l’olocausto ce l’ho dentro da sempre, ed il libro ha molto a che fare con quegli avvenimenti, pur essendo un romanzo contemporaneo. In fase di recensione ho scritto che è stato una delusione, perchè avevo probabilmente delle aspettative troppo elevate riguardo il lavoro di Clara Sanchez. A mente fredda posso solo dire che non lo è. Libro che consiglio assolutamente, libro che mi ha appassionato sin da subito per la scorrevolezza con cui è scritto, e che forse ciò che mi ha portato a definirlo deludente non era che l’aspettativa che succedesse ciò che non sarebbe mai potuto succedere. Solo leggendolo si può capire meglio ciò che intendo dire. Asetticamente si potrebbe pensare legittimamente che ad un certo punto degli eventi possa succedere qualcosa che possa far pendere la bilancia del libro verso “l’azione”, ma riflettendoci non può essere così. Occorre scavare mentalmente negli anfratti del racconto per scoprire che il motivo dominante del libro, la protagonista principale sottolineo, è unicamente la memoria; tant’è che è lì che l’avevo inserito in fase di archiviazione del post di recensione. Il mio “io” bibliotecario c’aveva azzeccato al contrario del mio “io” recensionista o come caspita si dice…In tutti i casi leggete il libro se vi capita e fatemi sapere le vostre impressioni.

Ps: Buon San Valentino a tutti.

 

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