La voce del mistero (Osho)

La Trama.

  • Con “la voce del mistero” Osho pone l’accento su una delle differenze di fondo fra la cultura occidentale e l’Oriente. L’Occidente ha una scienza del pensiero che si basa sulla ricerca, sulla logica, sull’analisi. L’Oriente ha sperimentato che esistono realtà di cui nulla può essere conosciuto tramite il pensiero. Tutta la realtà può soltanto essere vissuta e in questo libro in particolare Osho avvicina alla realtà per eccellenza, parlando del vivere e del morire, offrendo squarci inattesi e prospettive più ampie sulla dimensione in cui siamo chiamati a vivere e che potenzialmente ci appartiene.
    Quasi per magia, la lettura innesta intuizioni intime che portano a sentirsi vivi in modo insolito, libero da confini limitati e limitanti: il solo modo per cogliere il senso della morte e del morire nella sua reale prospettiva.ALCUNI DEI TEMI TRATTATI:
    Pensare e vivere: I pensieri sono sempre antiquati. Se ti chiedessi di pensare a una rosa, a cosa penseresti? Non farai che ripetere ciò che già sai di una rosa. A che servono questi pensieri? Come potrai penetrare l’essenza di una rosa per loro tramite? Il pensiero può solo condurti a ciò che nella tua memoria già conosci su una rosa. Ecco perché il pensiero non è mai originale. Non esistono pensatori originali. L’Occidente ha una scienza del pensiero che consiste nella ricerca, nella logica, nell’analisi. L’Oriente si è interessato a qualcos’altro. L’Oriente ha sperimentato che esistono realtà delle quali nulla può essere conosciuto tramite il pensiero. Queste realtà devono essere viste, vissute. E tra vivere e pensare c’è un’enorme differenza.

    Il mistero: Noi siamo vivi, ma non sappiamo cosa sia la vita. E questa ignoranza ci fa credere alla certezza della morte. L’ignoranza è morte. La stessa ignoranza della vita diventa il fenomeno della morte. Se, a Dio piacendo, riuscissimo a conoscere che cos’è la vita interiore, un singolo raggio di luce di quella conoscenza distruggerebbe per sempre l’ignoranza che ci porta a credere che qualcuno è morto, o che si dovrà morire. Noi non conosciamo la luce che siamo, ma siamo spaventati dal buio che non siamo.
    Non riusciamo a conoscere la luce che forma la nostra energia vitale, la nostra vita, e abbiamo paura del buio che non siamo.

    Responsabile: Andare avanti vuol dire solo una cosa: diventare sempre più consapevoli. Anche questo dipende da una scelta, e dipende da te, come per chiunque altro, cosa scegliere. Non puoi rendere nessun altro responsabile, perché non c’è nessuno seduto nell’alto dei cieli che può essere rimproverato per averti fatto fare la scelta sbagliata. Non c’è nessuno lassù. Il cielo è vuoto. Colui che decide è l’individuo. Non c’è nessuno che ti imponga una decisione dall’alto. Quando la decisione arriva dall’interno, quelli sono i momenti del risveglio.

    Accettare: Per chi accetta il proprio stato di agitazione e acconsente a conviverci, le porte della pace e della tranquillità si spalancano. Una delle più profonde verità della vita è che, accettando il veleno con amore, questo non è più tale, si trasforma in nettare. E l’uomo che ha accettato con tutto il cuore l’oscurità, scopre con sua meraviglia che essa è diventata luce.

La recensione di Areabook.

  • Libro molto difficile. Osho descrive in maniera sempre particolare i concetti che vuole esprimere. L’ho trovato particolarmente interessante. Uno dei capitoli più belli è quello finale dedicato alle “decisioni” ed alla loro fondamentalità.
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