Schegge (S. Fiztek)

La Trama.

  • Quando Marc Lucas, avvocato che ha dedicato la sua vita ad aiutare gli altri, viene a conoscenza di un esperimento psichiatrico che potrebbe cancellare dalla sua memoria i terribili ricordi che l’accompagnano e lo tormentano dal giorno in cui sua moglie incinta ha perso la vita in un incidente automobilistico del quale lui si sente responsabile, non ha dubbi: la sola speranza di liberarsi di questo peso insopportabile vale il rischio infatti di sottoporsi all’esperimento. Ma, invece che concedergli sollievo e alleviare le sue pene, con l’inizio dei primi test l’orrore comincia a prendere possesso di ogni attimo della sua vita: di ritorno dalla clinica psichiatrica, la chiave di casa non apre più l’appartamento, il nome sul campanello non è più il suo e, quando la porta viene aperta dall’interno, l’incubo ha inizio… Intenso e mozzafiato, sorprendente e inaspettato, Schegge è il romanzo più recente di Sebastian Fitzek e quello che ne ha decretato la definitiva affermazione come il più originale giallista tedesco di questi ultimi anni.

La recensione di Areabook.

  • C’è sempre qualcosa che rende i libri tedeschi non perfettamente digeribili, anche quelli, come questo secondo me, che potrebbero essere bellissimi. La trama non è scorrevole come l’idea. La divisione dei capitoli non è perfettamente azzeccata. Iniziando un nuovo capitolo si ha la sensazione che il precedente avrebbe avuto più senso con qualche rigo o addirittura qualche pagina in più. La traduzione forse potrebbe essere responsabile della resa a tre pistoni di un libro che potrebbe veleggiare tranquillamente verso le quattro se non addirittura cinque stelle. Il finale è probabilmente la cosa più azzeccata, come idea ovviamente ma anche come è scritto e come tempi tecnici di scrittura. L’autore poi si perde in troppi ringraziamenti scritti peraltro in una forma talmente logorroica da ricordare il miglior Verdone in Viaggi di Nozze (scena del prete che ringrazia tutti nell’episodio del matrimonio di De Berardi). Insomma “Schegge” non mi ha deluso, ma obiettivamente mi aspettavo molto di più. Lo consiglio però, perchè l’idea è talmente buona che vale comunque la lettura del libro.
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