Il pendolo di Foucault (U. Eco)

La Trama.

  • Cominciando a scrivere de Il Pendolo di Foucault, non si sa da dove cominciare né dove si può andare a finire. E’ un libro fatto di libri, come tutti i libri di Eco (fatti di libri, e di libri sui libri). E’ un libro complesso. E’ molti libri insieme. E’ incalzante come un giallo (Il Pendolo è un giallo!), rigoroso come un saggio (Il Pendolo è anche un saggio!) emozionante come un libro d’avventura, appassionante come un reportage storico, provocatorio e caustico come un pamphlet (è anche questo!), affabulatorio, intrigante, pirotecnico, coltissimo, sofisticato.

La recensione di Areabook.

  • Un libro davvero particolare, per me non è un capolavoro come molti dicono, ma sicuramente merita un bel voto in pagella. Mi ripropongo di rileggerlo con più calma ed attenzione.

Commenti.

“… questo romanzo magico sulla magia, questo romanzo misterioso sul segreto e sulla creatività della finzione, questo romanzo tumultuoso, questo romanzo luminoso su un mondo sotterraneo…” (Jacques Le Goff, L’Espresso); “… come in un ricchissimo “Alice nel paese delle meraviglie” per adulti che hanno conservato le angosce dell’infanzia…” (Furio Colombo, La Stampa); “Sono convinto che un giudizio serio su quest’opera (che è comunque straordinaria, anche a prima lettura) può essere dato solo se tien conto della continuità di una linea critico-teorica che ha continuato a maturare nell’arco di trent’anni.” (Antonio Porta, Corriere della Sera); “Il messaggio del suo libro, se letto – come bisogna fare – come un libro sui misteri della fine del XX secolo, potrebbe anche voler dire che la storia da lui raccontata non è ancora finita…” (Alberto Asor Rosa, La Repubblica); “Si chiude il libro con la sensazione di aver compiuto un’esperienza necessaria… E’ il grande libro sul vuoto di questi anni, e lo dichiara, se appena uno sa leggere. Ed è il duro, metallico libro che insegna a vivere con questo vuoto, a diventare adulti nell’unico tempo concesso.” (Severino Cesari, il Manifesto); “Il “pendolo” è libro superiore al “Nome della rosa”, pur se meno organico, proprio in quanto vi si incontra anche un Eco che non è più ludico ma, come dice Mondo, ‘ha messo in gioco tutto se stesso’.” (Maria Corti, L’Indice).

 
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