XY (S. Veronesi)

La trama.

  • L’ho detto ai carabinieri, l’ho detto al Procuratore, l’ho detto a tutti quelli che mi hanno chiesto “cosa avete visto?”: l’albero, abbiamo visto, l’albero ghiacciato. E stata la prima cosa che abbiamo visto, appena arrivati al bosco – e anche dopo, quando abbiamo visto il resto, è rimasto l’unica cosa intera che abbiamo visto. L’albero. Era lì, al suo posto, all’imboccatura del bosco, cristallizzato come sempre nel suo cappotto di ghiaccio, la cui trasparenza era offuscata dalla neve fresca – ma era rosso. Era rosso, sì, come se Beppe Formento, nell’atto di ghiacciarlo, avesse messo dello sciroppo di amarena nel cannone. In quel bianco fatale era l’unica cosa che mantenesse una forma, e sembrava – non esagero – acceso, pulsante di quell’intima luce aurorale che ancora oggi mi ritrovo a sognare. Sogno quella trasparenza rossa, sì, ancora oggi, e la sogno senza più l’albero, ormai, senza nemmeno più la forma dell’albero: sogno quel colore e nient’altro. Un tramonto imprigionato in un cielo di gelatina, un sipario di quarzo rosso che cala sul mio sonno, un’immensa caramella Charms che si mangia il mondo, ho continuato a sognare quella trasparenza rossa e continuo a farlo, perché è ciò che abbiamo visto, quando siamo arrivati al bosco. Cosa avete visto? Abbiamo visto l’albero ghiacciato intriso di sangue.

La recensione di Areabook.

  • Ho la sensazione che lo scrittore si sia ritrovato a fare i conti con una grande idea ed una trama sviluppata insufficentemente. Secondo me il libro si salva perchè vi sono alcuni passi scritti meravigliosamente, ma sostanzialmente è una piccola delusione. L’eterno dilemma della fede viene sviluppato in maniera molto singolare e quelli che sono i due protagonisti della storia, Don Ermete e Giovanna Gassion, non entusiasmano come il lettore potrebbe aspettarsi subito dopo aver letto le prime pagine del libro. Un sei di stima a Sandro Veronesi, per l’impegno e la qualità della scrittura, sempre sublime, ma il castello della storia impossibile crolla troppo presto, ed Ermete e Giovanna non riescono proprio a salvarci dal pronunciare la parola delusione. Peccato. Alla prossima perchè Veronesi è sempre e comunque Veronesi…
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